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Crossing the world

"You say I dream too big, I say you think too small"

27 • La scuola

Oggi ho chiamato mia zia e lei mi ha chiesto se avessi un posto dove scrivo tutto quello che mi succede qui negli USA io le ho subito risposto di avere un blog, per; pensandoci lo ho veramente evitato un sacco... Il problema non è che mi mancano cose da raccontare anzi ho un sacco di idee ed è proprio per questo che non scrivo mai nulla, troppe idee, troppe cose da dire, poco tempo.

Incominciamo dal principio e dalla cosa che mi occupa più tempo durante la giornata: la SCUOLA.
E' la tipica scuola americana, ma penso che abbiate già letto tanti post about it. Voglio soltanto dirvi che sì i gruppetti ci sono e non è stato per niente facile integrarsi tra gli americani; se poi ci aggiungiamo il fatto che nella mia scuola c'è una sola exchange student, posso dire che i primi mesi sono stati proprio duri, alti e bassi in cui alcuni giorni volevo solo tornarmene a casa per abbracciare i miei amici e la mia famiglia. Piano piano, iniziando a parlare meglio inglese, mi sono fatta un po' più dentro, non è ancora tutto rose e fiori però so che ci vorrà del tempo e essere un exchange student ti insegna anche questo: la PAZIENZA.

E' proprio vero, fare amicizia con altri exchange student è proprio semplice perchè si condividono le stesse emozioni e ci si capisce. Io e Alica, l' altra exchange abbiamo fatto subito amicizia forse aiutate dal fatto di fare lo stesso sport, cross country.

Ecco, un' altra cosa che vi consiglio è buttatevi! Fate sport, iscrivetevi a club, fate cose mai fatte prima solo per il piacere di provare e di dire "Io questo lo ho fatto!". Fare sport è il miglior modo di fare amicizia e di sentirsi parte di qualcosa.

Questo post è intitolato "scuola" but non ho praticamente parlato di questo..
Sono senior (yee) e non so perch' tutti dicono che la scuola americana sia semplice, io mi sto spaccando il sedere da quanto sto studiando, ho un sacco di progetti e test quasi tutti i giorni, per non parlare dei compiti... Posso dire di essere felice di avere cosi tanto da fare almeno non penso alle persone che ho lasciato in Italia, perch' ogni giorno che passa mi mancano sempre di più d'altronde è la mia casa. la mia famiglia, i miei amici. Dall' altra parte però penso che la mia vita è anche qui, con un'altra famiglia (che non potrà sostituire la mia italiana ma che piano piano sta diventando sempre più importante), altri amici, altra casa, altre abitudini e altra Sirya.

Nomi di tutti i Senior scritti dalle
 persone a loro care all' entrata da scuola


26 • La forza è in noi stessi

Tutti vogliamo crescere, vogliamo riuscirci, per afferrare tutte le opportunità possibili, per vivere. Siamo così impengnti a cercare di uscire dal nido che non pensiamo al fatto che fuori farà freddo, davvero un freddo gelo. Perchè crescere a volte significa lasciarsi qualcuno alle spalle. E quando ci ritroviamo a camminare con le nostre gambe, dobbiamo camminare da soli.
-Grey's Anatomy-


Ancora oggi mi domando dove tutti noi exchange abbiamo trovato il coraggio di partire  per un paese lontano e sconosciuto accompagnati solo da una valigia piena di vestiti e sogni.
Forse forti non lo eravamo affatto. Al momento della partenza eravamo ancora molto "piccoli" e anche un po' incoscienti.
Eravamo presi dalla voglia di scoprire il mondo da soli e di sentirci grandi. Di sentirci forti. E forti ci siamo sentiti.
Siamo riusciti a tirare avanti nei momenti difficili, a trovare la soluzione anche difronte a problematiche complesse e ad adattarci anche alle abitudini che avremmo considerato incivili o anormali se non ci fossimo ritrovati dentro fino al collo in un mondo diverso.
Noi non abbiamo i super poteri, non siamo semi-dei o eroi. Abbiamo convissuto con le nostre paure, le nostre incertezze e le nostre debolezze lontani dagli affetti e dal calore di casa.
Forse forti non lo eravamo, non lo siamo e non lo saremo mai.
Noi la forza l'abbiamo sentita ed è la migliore sensazione del mondo.

25 • Famiglia ma non di sangue

"Tu hai solo una famiglia e si trova in Italia" mi sento dire spesso, o ancora, "perchè gli chiami mamma e papà o sorella e fratello se non lo sono".
La verità è che ho imparato che i legami di sangue non sono poi così importanti, che si può chiamare "sorella" una persona con cui hai condiviso una casa, una persona con la quale ti sei confidata perchè sapevi che era l'unica che poteva capirti e aiutarti, una persona che con la quale hai condiviso momenti di gioia, tristezza, una persona con la quale hai litigato, anche solo per sciocchezze, per poi fare pace un minuto dopo.
Io ho avuto la fortuna di trovare una famiglia, non di sangue, ma pur sempre una famiglia.
Una famiglia è un insieme di persone che ti supportano nei momenti no, che ti aiutano a rialzarti, che ti fanno fare nuove esperienze, ti vedono crescere, che ti vogliono bene nonostante tutto. Ebbene allora posso dire di avere trovato una famiglia qui in America.
Perchè dopotutto la famiglia non è solo una questione di DNA.





22 • Il volo

Ed è arrivato il giorno tanto atteso, oggi è il 18 agosto, il giorno in cui partirò per l’ America, mi sembra ancora così strano da dire.

Pensavo sinceramente che sarei stata più agitata, emozionata e nervosa e invece niente. La notte sono riuscita a dormire benone e mi sono alzata alle 4.30 per andare a Venezia dove ho preso l'aereo.
Vi starete dicendo "ma questa è pazza!".. ebbene no. Il problema è che abito abbastanza lontano da Venezia e non volevo preoccuparmi anche del traffico.

Così alle 7.30 eccomi in aeroporto ad aspettare l'assistente di volo per aiutarmi a fare il check- in.
E' arrivato così anche il momento di fare i saluti, pensavo che sarei scoppiata a piangere invece sono riuscita a trattenermi. Un consiglio soltanto mi sento di darvi, quando salutate i vostri genitori e vi incamminate verso i controlli non giratevi indietro perchè avrete la voglia di tornarvene a casa.

Superati i controlli mi sono messa a aspettare al Gate (il 31!) e alle 12 sono entrata sull' aereo. Posto: 12E. Ero comodissima perchè i posti vicino a me erano liberi.

Le hostess passano ogni mezz'ora a darti da bere e da mangiare! Sono riuscita a guardarmi tre film (in italiano), ho letto e ho dormicchiato un po'.

Il volo è durato 10 ore per arrivare a Philadelphia dove ho fato il primo scalo e dove sono tutt'ora. 
Essere circondati da persone che parlano solo inglese è strano anche perchè sento tutto ovattato per colpa delle orecchie tappate. 

Sono al gate 18 dove tra tredici minute ci sarò l'imbarco e sto veramente iniziando a sentirmi agitata per l'incontro con l'host family. Ho paura dell' imbarazzo, di non capire na mazza e di non riuscire a esprimermi. 

L'unica nota dolente del volo è stata l'aria condizionata infatti vi consiglio di portarvi una sciarpa e di mettervi una felpa con il cappuccio, poi sull' aereo vi daranno comunque una coperta e un cuscino.

Qui a Philadelphia adesso sono le 5 di pomeriggio e è stranissimo parlare con i miei amici in italia perchè da loro è notte e fa freddo mentre qui ci sono 30 gradi.

Snack sull' aereo
Sul volo che mi porterà a Columbus penso che mi preparerò qualche frase fatta giusto per parlare qualcosa con la famiglia. 

Jessica mi ha anche detto che hanno una sopresa per me all' arrivo e non vedo l'ora di vedere di cosa si tratta!

Anyway... 
Appena arrivata a Columbus e li ho visti in lontanza ho sentito come una sorta di tenerezza salirmi, ci siamo abbracciati, salutati e mi hanno chiesto come il volo fosse andato e poi ci siamo diretti all' hotel.

La paura di ogni exchange student penso sia la paura dell' imbarazzo ma devo dire che se ne è andato subito perchè comunque sono persone che "conosci" perchè ci scrivi assieme. So, don't worry!


L'hotel era veramente enorme, la camera era composta da un bagno (enorme), e due letti matrimoniali, c'era pure i micronde!

In albergo con Emily, Jessia e Mike
Abbiamo parlato un po' e con "parlato" intendo che loro parlavano e io sorridevo e annuivo.

Verso le 10poi mi sono addormentata e questa è stata un po' la prima giornata, tra volo e nuovi incontri.

21 • Ultimi giorni in Italia

E quando tocca non riesci mai a crederci. Ti sembrava ieri che il conta giorni segnava 90 giorni mentre adesso è veramente ora di partire ma pensi che una cosa così non possa capitare a te, andare in America per un anno? Una cosa impensabile...

Invece eccomi qui con la valigia pronta e il cuore un po' pesante perchè per quanto la tua voglia di partire sia forte, gli adii sono sempre difficili, bisogna mettere in stand-by tutto e bisogna avere la consapevolezza che una volta tornati le cose saranno completamente diverse perchè anche noi saremo cambiati.

Le ultime sono state un po' difficili per me, non mi aspettavo lo fossero così tanto.
Sono stata fale finendo al pronto soccorso più di una volta e ogni volta vedevo sfumare sempre di più il mio sogno ma sono migliorata, ancora adesso devo stare a riposo completo però posso partire a patto che anche una volta là non mi affatichi.

Le mie migliore amiche mi hanno organizzato comunque una festa a sorpresa.
Io ero in camera a dormicchiare un po' quando inizio a sentire tipo un coro da stadio che inizia a cantare "Buon viaggio" di Cesare Cremonini e lì inizio a commuovermi.
Avevano organizzato una festicciola nel mio giardino così non avrei fatto fatica. Vedere tutte quelle persone che erano lì mi ha fatto veramente capire che sì, ci sono persone che mi vogliono bene.

Ho iniziato lì a fare i primi saluti ed è stata veramente dura, pensare che rivedrò quelle persone soltanto dietro uno schermo.

Domenica ho fatto la valigia e veramente vi consiglio di iniziarla almeno una settimana prima della partenza.

Martedì ho avuto l'ultima visita con il medico che mi ha detto che sto molto meglio e che posso partire senza preoccuparti troppo e ho bevuto il mio ultimo capuccino italiano.

I saluti con la mia migliore amica sono stati quelli più duri perchè abitando vicino ci vedevamo praticamente tutti i giorni e sarà veramente dura essere così lontane, nonostante tutto penso che riusciremo a superare anche questa.

Pensare che fra 24 ore in aereoporto aspettando il volo penso che questa cosa stia capitando a un'altra persona che non sono io...

Mi continuano a chiere "come stai?" "sei pronta", sì oggi mi sento bene e sono pronta, pronta ad affrontare tutte le difficoltà che si presenteranno sulla mia strada, pronta a conoscere nuove persone, una nuova cultura e una nuova lingua, pronta a lasciare qui tutte le persone a cui tengo, pronta a scoprire me stessa.

Questo è il mio sogno e io lo sto per realizzare!

18 • Goodbye

Gli ultimi giorni sono quelli più frenetici in cui sai che devi fare un sacco di cose ma hai solo voglia di stare con la tua famiglia per imprimerti i loro volti nella memoria per paura di poterli dimenticare in 10 mesi, il loro profumo, il loro potere di farti sentire a casa, così come vorresti stare con gli amici.

Tutte queste persone ti hanno creato una sorta di bolla in cui tu sai chi sei, l' exchange year è infatti capace di far scoppiare questa bolla e mettere in discussione tutto, i rapporti, te stesso, l'ambiente che ti circonda, le tue priorità.

Tutti dicono che gli ultimi giorni passano in fretta, non è vero, o meglio, è una mezza verità, passano lenti fino a quando non manca una settimana perchè questa passa veramente veloce.

Aspetti notizie dall' associazione con gli ultimi consigli, inizi a preparare la valigia e vedi che ti mancano delle cose, provi a salutare le persone ma finisce che gli dici ciao anche tre volte perchè senti di non essere ancora pronto a dire "Arrivederci" perchè alla fine è un "ciao, ci vediamo fra 10 mesi".

Proprio l'altro giorno Euro Master mi ha mandato la convocazione del volo,
Partirò il 18 agosto e dovrò essere in aereoporto a Venezia alle 9:15 per fare il check in perchè il volo lo avrò alle 12.15. 


Farò scalo a Philadelphia, il volo durerà circa 10 ore. Dovrò poi aspettare 3 ore per la coincidenza che mi porterà a Columbus dove ci sarà la famiglia ad aspettarmi. In tutto dovrò fare circa 13 ore di viaggio.

I consigli dell' associazione sono infatti di viaggiare con abiti comodi e a strati, perchè l'aria condizionata in aereo potrebbe essere fredda. 

Io ho inziato circa 15 giorni prima a fare la valigia anche se è una cosa da matti solo che voglio essere sicura di avere tutto, quindi il mio consiglio è: fate una lista così potete aggiungerci tutte le cose che vi vengono in mente.

Controllate anche il voltaggio elettrico del paese in cui andrete così non avrete sorprese.

A breve farò un post con tutto ciò che metterò in valigia e i regali per la hfamily, che sono stati difficili da scegliere nonostante li "conosca" da febbraio.



17 • Documenti di viaggio

Solamente 8 giorni e mi troverò su un aereo che mi porterà ad affrontare una delle esperienze più difficili ma anche più belle di tutta la mia vita. In questi giorni le emozioni cambiano, passo dall' essere euforica a sentire già nostalgia, dall'agitazione alla calma più assoluta.

Sono entrata nella fase "mancano pochi giorni e ho ancora troppe cose da fare, troppe persone da salutare".

Il viaggio, penso che sia anche questo parte dell' esperienza perché sarò sola e dovrò iniziare a cavarmela con le mie sole forze. Mi preoccupa tanto i documenti che dovrò portare e far vedere, sopratutto dato che in questo periodo ho una confusione in testa per l'agitazione.

Elencherò infatti tutti i documenti che serviranno per la partenza così da aiutare chi si trova nella mia stessa situazione.



  • Carta d'identità: è il documento che serve per l'espatrio a chi rimane in Europa
  • Passaporto: è il documento che serve per l'espatrio a chi esce dall'Europa. Deve essere valido sei mesi dalla data del ritorno
  • Visto: documento che serve per chi soggiorna negli USA per più di 90 giorni
  • Visa: è un timbro che il consolato mette sul passaporto e ti permette di entrare negli USA. Gli Exchange student hanno il Visto J1 
  • DS-2019: è il Certificate of Eligibility for Exchange Visitor Status, è appunto un certificato che vi verrà inviato dalla vostra associazione
  • SEVIS I-901: è la tassa SEVIS 


Tutti questi documenti andranno presentati al check in, in Italia e al Custom officer all' arrivo negli USA.

IN VOLO IN USA
Form I-94 : Documento dato mentre si è in vi<ggio che verrà chiesto di compliare. Bisognerà consegnarlo all' agente di pattuglia del confine nell' aereoporto

US customs Declaration: Modulo ricevuto sull' aereo da compilare e consegnare alla dogana in aereoporto.

DOCUMENTI PER ENTRARE IN USA/ CANADA
-Passaporto
-Dati della famiglia ospitante
-Visto
-Lettera d'accettazion della scuola




16 • American Airlines

L'associazione poco tempo fa mi ha fatto sapere la data di partenza, appunto il 18 agosto e la compagnia aerea con cui sarei partita, American Airlines.
Partirò da Venezia alle 12.15 e farò scalo a Philadelphia per poi prendere un'altro aereo e arivare a Columbus dove ci sarò la mia hfamily ad aspettarmi.


Con questa compagnia aerea ho a disposizione 23kg per la valigia che andrà in stiva e per il bagaglio a mano non ci sono limiti di peso
, in aggiunta posso portare anche un articolo personale (borsa per il pc, borsetta).

Personalmente penso che porterò la mia valigia e la freitag come bagaglio a mano perchè comunque sarà la prima volta che volerò da sola, che starò in aereoporto da sola per di più in un luogo sconosciuto quindi preferisco essere più libera nei movimenti.

Certo c'è l'ansia di non potersi portare tanti vestiti ma alla fine 23 kg sono abbastanza; come dice mio papà ci saranno negozi anche lì dove poter comprare le cose che mi servono.

Porterò principamente jeans, magliette, felpe e qualche pantaloncini o canottiera dato che arierò lì comunque ad agosto.

Nei prossimi post farò comunque la lista delle cose che metterò in valigia e nel bagaglio a mano perchè so quanto può essere utile leggere la lista delle cose da portare.

In questi giorni, a meno di 20 giorni dalla partenza sto facendo tipo una lista della spesa delle cose che mi mancano da fare.

1-Passare dal dottore a chiedere la ricetta per antibiotico
2-Shopping di jeans nuovi e felpe
3-Comprare nuovi trucchi dato che in estate non mi trucco praticamente mai
4-Comprare il regalo per la host family
5-Bhe preparare la valiga
6-Farmi la fotocopia di tutti i documenti importanti (placement, visto, ds-2010)
7-Salutare tutti



12 • VistoJ1

27 maggio. Zaino in spalla e carte in mano sono andata a Milano con la mia famiglia per fare il colloquio per il visto.

Non ero molto agitata perchè sapevo cosa aspettarmi.
Avevo il colloquio alle 13.30 ma c’era una fila lunghissima e sono entrata circa verso le 2. Ho conosciuto un sacco di ragazzi che faranno la mia esperienza i tutti i luoghi più disparati, ognuno partiva con un’associazione diversa: WEP, STS, INTERCULTURA, EF, YOUABROAD… e queste sono solo le più conosciute. 
Ho capito ancora una volta di non essere sola e di poter contare su veramente tante persone.
Praticamente ho fatto la fila fuori e appena entrata mi hanno chiesto di consegnare cellulare e altri oggetti elettronici e passare sotto al metal detector.
Fatto ciò mi hanno lasciata entrare nella sala di attesa, dove c'erano altre persone e degli sportelli, nel primo una signora che ci chiamava.Arrivato il mio turno mi ha chiesto nome e cognome e ha voluto che le consegnassi il passaporto, il DS-qualcosa e un altro foglio che mi aveva spedito Euro Master studio. 
Poi mi ha detto di rimettermi a sedere e aspettare la chiamata del console.Quest'ultimo mi ha semplicemente chiesto (in italiano tra l'altro) dove vado e per quanto tempo starò via, mi ha ridato il DS-qualcosa dicendo che devo averlo con me all'aeroporto.
E questo è più o meno quello che ho fatto per ottenere il Visto. 
Mancano solamente 27 giorni alla partenza e sono sempre più agitata, la valigia, gli ultimi saluti...

11 • L'importanza dell' associazione

L’associazione è una delle prime cose che si sceglie se si è sicuri di voler fare l’anno all’ estero. Il mio consiglio è di vagliare molte possibilità per scegliere la migliore, o per lo meno quella più adatta alle proprie necessità.

L’associazione che ho scelto io si chiama Euro Master Studio e mi trovo veramente bene.
Ti trattano come singola persona, nel senso che per loro non sei solo uno dei tanti ma sei unico perchè loro puntano a conoscerti anche come persona. 
Quella che mi segue, Giulia, è una persona carinissima, almeno una volta a settimana ci sentiamo e mi chiede come sto e come sta andando con la hfamily.
Le persone che ci seguono in quest’esperienza sono tutti degli esperti che vogliono farcela vivere al massimo e aiutarci in tutto il percorso.
Ho conosciuto assistenti veramente carini e su cui so che potrò contare sempre; posso dire che fanno parte anche loro dell’ esperienza che andrò a fare. Senza di loro infatti non ci sarebbe stata nulla di tutto ciò.
Posso chiamare Giulia alle 3 di notte perchè, come mio solito, mi faccio prendere dall’ ansia e mille domande mi affollano la testa solo per farmi rassicurare da lei.
Quindi un mio consiglio è cercate e scegliete attentamente un’associazione. Non vuol dire che perchè è “famosa”, più conosciuta sia migliore.

5 • Orientation

Il 28 maggio c’è stato l’orientamento: un passo in avanti verso la partenza. Quando mi sono iscritta pensavo che il momento più emozionante sarebbe stato la partenza,mi sbagliavo. L'orentation è sicuramente il primo passo per la crescita che affronteremo durante la nostra permanenza all'estero

L'orentation ha cambiato la  mia vita: ricorderò per sempre ogni singola persona che ho conosciuto e con la quale ho condiviso, anche se per poco tempo, emozioni indescrivibili.Questo giorno mi ha aiutato a capire realmente quello che sto per fare e l'esperienza che sto per vivere.

Ho realizzato che tra soli 75 giorni sarò su un aereo che mi porterà dall'altra parte del mondo e che in quel momento dovrò imparare a cavarmela da sola.

Ci hanno ripetuto più volte che sarà difficile, sia per l’adattamento che per la nostalgia. Se ci penso in questo momento penso che sono forte, che mi so adattare, che sono sempre entusiasta di nuove esperienze, che il mio bicchiere è sempre mezzo pieno.

Però tutti sono convinti che io avrò momenti no, parlano senza conoscermi; ma il punto è: IO MI CONOSCO? Penso che quest’esperienza serva anche per rispondere a questa domanda, perché grazie a tutto quello che mi succederà io scoprirò chi sono e cosa voglio.

Oltre a questo ci sono state ribadite le regole, ci sono state raccontate storie di exchange students passati e ci sono stati dati tanti, tanti consigli per vivere al meglio la nostra esperienza.

Ho conosciuto persone che faranno la mia stessa esperienza, con cui sarò sicura di poter parlare e di essere capita. E’ bello sapere di non essere l'unica pazza, e che, anzi, siamo davvero in tanti. E’ bello sentire i pensieri degli altri e i luoghi più o meno fortunati in cui sono capitati.

Adesso manca solo il Visto. Se penso che tra due mesi non potrò più essere in camera mia, seduta sul letto a scrivere al computer e lanciare ogni tanto occhiate al cellulare, come sto facendo in questo momento, mi sembra tutto strano, tanto strano.

2 • Hello from Ohio


Ho aperto il computer e subito mi è arrivata la notifica di una nuova mail con oggetto “HELLO FROM OHIO”, lì sul momento I can’t believe e dopo ho subito pensato di non essere piú una sfigata orfanella. Aperta la mail ho stentato davvero a crederci e a metabolizzare la situazione perchè finalmente appariva tutto piú reale, piú concreto, non era piú solo un “sogno lontano”, ma la realtá! 
Posso dire di essere stata molto fortunata perchè ho ricevuto il mio placement a febbraio, che è veramente presto tenendo conto che alcuni exchange student ancora adesso non sanno nulla. 
Molti sostengono che l'attesa è una delle parti piú belle dell'exchange program,si continua infatti a fantasticare sulla città, la famiglia, lo stato, la scuola, gli amici e tutto ció che appare ancora poco nitido..Secondo me no, il momento pù emozionante è scoprire il luogo dove si passeranno i prossimi mesi della nostra vita.
L' hfamily è una delle parti più importanti dell' exchange program, da questa dipende la scuola, le amicizie e la maggior parte del tempo lo si passerà con loro. 
La mail che ho ricevuto mi è stata scritta direttamente dalla mia hmum, dato che è la responsabile dello stato e quindi possiede tutte le mie informazione. 
Vivró nella cittá di Wheelersburg nel sud dell’Ohio, É una cittadina di circa 7.000 abitanti.  La cittá sembra davvero fantastica. Frequenteró la “Wheelersburg High School” la quale si trova a 10 minuti da casa mia, ha circa 2200 studenti..é la classica High School americana ed offre tantissime attività e sport, tra questi vi é anche il team di nuoto e di pallavolo. 
La mia Host Family é semplicemente fantastica! É composta da cinque persone: Mike, il mio host dad, ha 52 anni ed é un pompiere, Jessica, la mia host mom, ha 35 anni ed é un’ infermiera, Emily, la mia simpaticissima host sister di 17anni, Payton, il mio host brother di 16 e suo fratello Dylan di 21 che abita fuori casa. Sono giá in contatto con loro  e ci sentiamo circa 4 volte a settimana, dire che sono dolcissimi e super disponibili è riduttivo! Sembrano la famiglia perfetta, amano guardare film e mangiare insieme, organizzare picnic, fare gite fuori cittá nel weekend, fare lunghe passeggiate e gite in bici e andare nei parchi naturalistici della mia cittá. 
Dopo averli aggiunti su facebook mi hanno inviato un messaggio dolcissimo, dicendomi che non aspettano altro che il mio arrivo e che mi faranno vivere un'esperienza fantastica e sono pronti ad accogliermi e ad aver cura di me come fossi loro figlia. Sembrano davvero interessati a conoscere la mia cultura e vogliono farmi sentire in tutti i modi a mio agio.  Non potevo chiedere famiglia migliore, sono sicura che mi troveró benissimo con loro e spero di poter apprendere la cultura americana al meglio! Non vedo l'ora di iniziare la mia avventura americana, partiró il 18 agosto per Columbus. La scuola inizierá il 24 agosto. É ancora molto strano pronunciare “la mia famiglia”, “la mia cittá”, mi sembra tutto cosí surreale, qualcuno, dall'altra parte del mondo ha scelto proprio me e non vede l'ora di condividere insieme dei mesi della propria vita. Mi sento lusingata ed emozionata, spero davvero di trovare un'altra famiglia in un'altra parte del mondo e di costruire legami che spero non si riducano all'exchange program. I giorni che mi separano dalla partenza sono ormai solo 77 e sto riuscendo a realizzare gradualmente ció che davvero accadrà nei prossimi mesi e ho i brividi soltanto a pensarci. Il mio viaggio sta prendendo forma, il countdown é gia iniziato!